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_Custodi Muti_
Come te lo spiego che in questo mondo
Ogni posto rappresenta un racconto
Perché sembra solo a me di poter leggere
Mille storie tra la polvere di quel bancone
Sul legno scheggiato di quella panchina al sole
O in quel vicolo tra la biblioteca e via Giorgione
Sono spazi coscienti
Alcuni conoscono più vicende del vecchio del villaggio
Altri sono stati rinnovati dopo aver subìto qualche danno
Molti sembrano portare sulle spalle il peso del retaggio
Quello sta ancora pagando per il suo destino beffardo
Ma nessuno è privo di un fatto
Ognuno nasconde il suo messaggio
Sono luoghi con sentimenti
Li puoi odiare per qualche motivo
Magari perché lì sei stato tradito
Ma li puoi anche amare
Per quell’evento inaspettato
Per quella bevuta fissando le luci da lontano
O perché era il contorno scenografico del tuo primo bacio
E cambiano i volti
E cambiano le storie
Ma restano i dettagli e le memorie
Portami nei posti dove hai pianto o hai riso
Dove hai avuto paura o hai gioito
Dove ogni angolo ha il tuo profumo e mostra i contorni del tuo viso
Perché questa città ci stringe le mani
Come noi è custode di ieri
Ma alla ricerca del domani
Come te la posso spiegare quella voglia di uscire di casa
Per andare sempre nello stesso posto
Solo per immergerti di nuovo in quel ricordo
Per tornarci con quelle persone che contano davvero
O per vederlo un’ultima volta
Prima intraprendere un nuovo sentiero
Possono essere luoghi immaginari
In cui nascondersi dalla realtà
Nei corridoi della tua mente
Dove ti senti al sicuro, lontano dalla gente
Possono essere reali
E narrare vicende anche brevi, intense
Che non hanno portato a niente
Lasciando spazio solo al silenzio
Facendoti ricordare quell’episodio ormai spento
Sperando non prenda il sopravvento
Sono luoghi
Terreni verdi o cieli grigi
Per ognuno di noi nascondono un senso
Anche se non condiviso
Facci caso di tanto in tanto
Perché alcuni posti possono restarti dentro
Tanto da aver paura di sognarli nelle notti di settembre
Ma possono anche regalarti emozioni
Che ti accompagneranno per sempre
Possono essere muri e cemento
Flussi d’acqua e laghi
Con storie scolpite nei marmi
O affondate nei mari
Enigmi del passato che possiamo spiare
Lezioni da cui poter imparare
Parlano le strade e gli edifici al tuo fianco
Parlano le sdraio su quel prato a romano
Dialogano le stanze e l’anfiteatro
Possono far sentire la lontananza o ridurre le distanze
Facendoti ancora sentire al suo fianco
Percependo ancora il calore di quell’abbraccio
Sono custodi muti di molte vicende
Che alla fine
Non pretendono di spiegare niente
Ma possono essere interpretati
Ergendosi a teatro
Del tuo futuro e del tuo passato
E cambiano i volti
E cambiano le storie
Ma restano i dettagli e le memorie
Portami nei posti dove hai pianto e hai riso
Dove hai ballato o hai sbuffato
Dove hai avuto paura o hai gioito
Dove ogni sentore ha il tuo profumo
E ogni cosa che tocco ricorda i contorni del tuo viso
Perché questa città ci stringe le mani
Come noi è custode di ieri
Ma alla ricerca della via del domani