Custodi Muti

scritto da Alessandro Gatto
Scritto 11 giorni fa • Pubblicato 11 giorni fa • Revisionato 11 giorni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Alessandro Gatto
Autore del testo Alessandro Gatto

Testo: Custodi Muti
di Alessandro Gatto

_Custodi Muti_

Come te lo spiego che in questo mondo

Ogni posto rappresenta un racconto

 

Perché sembra solo a me di poter leggere

Mille storie tra la polvere di quel bancone

Sul legno scheggiato di quella panchina al sole

O in quel vicolo tra la biblioteca e via Giorgione

 

Sono spazi coscienti

Alcuni conoscono più vicende del vecchio del villaggio

Altri sono stati rinnovati dopo aver subìto qualche danno

Molti sembrano portare sulle spalle il peso  del retaggio

Quello sta ancora pagando per il suo destino beffardo

Ma nessuno è privo di un fatto

Ognuno nasconde il suo messaggio

 

Sono luoghi con sentimenti

Li puoi odiare per qualche motivo

Magari perché lì sei stato tradito

Ma li puoi anche amare

Per quell’evento inaspettato

Per quella bevuta fissando le luci da lontano

O perché era il contorno scenografico del tuo primo bacio

 

E cambiano i volti

E cambiano le storie

Ma restano i dettagli e le memorie

Portami nei posti dove hai pianto o hai riso

Dove hai avuto paura o hai gioito

Dove ogni angolo ha il tuo profumo e mostra i contorni del tuo viso

Perché questa città ci stringe le mani

Come noi è custode di ieri

Ma alla ricerca del domani

 

Come te la posso spiegare quella voglia di uscire di casa

Per andare sempre nello stesso posto

Solo per immergerti di nuovo in quel ricordo

Per tornarci con quelle persone che contano davvero

O per vederlo un’ultima volta

Prima intraprendere un nuovo sentiero

 

Possono essere luoghi immaginari

In cui nascondersi dalla realtà

Nei corridoi della tua mente

Dove ti senti al sicuro, lontano dalla gente

 

Possono essere reali

E narrare vicende anche brevi, intense

Che non hanno portato a niente

Lasciando spazio solo al silenzio

Facendoti ricordare quell’episodio ormai spento

Sperando non prenda il sopravvento

 

Sono luoghi

Terreni verdi o cieli grigi

Per ognuno di noi nascondono un senso

Anche se non condiviso

 

Facci caso di tanto in tanto

Perché alcuni posti possono restarti dentro

Tanto da aver paura di sognarli nelle notti di settembre

Ma possono anche regalarti emozioni

Che ti accompagneranno per sempre

 

Possono essere muri e cemento

Flussi d’acqua e laghi

Con storie scolpite nei marmi

O affondate nei mari

Enigmi del passato che possiamo spiare

Lezioni da cui poter imparare

 

Parlano le strade e gli edifici al tuo fianco

Parlano le sdraio su quel prato a romano

Dialogano le stanze e l’anfiteatro

Possono far sentire la lontananza o ridurre le distanze

Facendoti ancora sentire al suo fianco

Percependo ancora il calore di quell’abbraccio

 

Sono custodi muti di molte vicende

Che alla fine

Non pretendono di spiegare niente

Ma possono essere interpretati

Ergendosi a teatro

Del tuo futuro e del tuo passato

 

E cambiano i volti

E cambiano le storie

Ma restano i dettagli e le memorie

Portami nei posti dove hai pianto e hai riso

Dove hai ballato o hai sbuffato

Dove hai avuto paura o hai gioito

Dove ogni sentore ha il tuo profumo

E ogni cosa che tocco ricorda i contorni del tuo viso

Perché questa città ci stringe le mani

Come noi è custode di ieri

Ma alla ricerca della via del domani

Custodi Muti testo di Alessandro Gatto
3